Madonna del Ghisallo e Colma di Sormano 101km 1.880m D+

Finalmente dopo alcuni tentativi di organizzazione andati male, riesco a partire per Corsico dove Sergio mi ospita per una notte. I piani sono di affrontare un bel giro sul Lago di Como/Lecco e sfidare il Passo del Ghisallo e la Colma di Sormano.

La serata passa in maniera divertente a guardare video che illustrano la salita stessa e, ad onor del vero, preparano alla fatica che ci aspetta, il vedere Gimondi che affronta con una mountain bike la salita stessa, infonde però una certa fiducia. La cena è un bel carico di carboidrati, ci spariamo 250 gr. di carbonara a testa, ci vuole un certo fisico anche per questo 🙂

La notte passata in compagnia dei gatti, 4 splendidi felini, ci porta alla sveglia alle 6 dove Sergio è già a mille mentre io devo riprendermi. Fatta una bella colazione partiamo per Lipomo, sede della partenza del giro studiato dal mio socio, sono circa 55 km attraverso i quali piano piano riprendo conoscenza.

Montiamo le bici, ci carichiamo a dovere di barrette, gel, banane etc. e si parte!
Il primo tratto non è molto bello, un po’ di salita e poi si passa in mezzo al traffico abbastanza veloce e c’è un certo pericolo, quindi non mi godo molto il paesaggio ma mi concentro sullo scaldarmi a dovere le gambe. Dopo un tratto abbastanza senza particolare rilevanza turistica e di altitudine iniziamo a vedere i laghi che costeggiano la strada e la cosa inizia a farsi interessante, raggiungiamo dopo un bel tratto l’inizio di due gallerie molto lunghe, ma prima Sergio mi spara qualche scatto ricordo.

Alla fine delle gallerie si apre un bellissimo scenario, ci troviamo davvero ad un passo dal lago e si vedono molti ciclisti, per lo più bestioni da cronometro che vanno come missili sul lungolago.

Tempo per qualche altro scatto gentilmente offerto dal cellulare del collega e si riparte, qui mi godo davvero la vista e proseguiamo ad una buona andatura verso la ns. prima impegnativa salita di giornata, la scalata verso la Madonna del Ghisallo.

Subito parte impegnativa, siamo sopra al 10%, per non sforzare le gambe, memore degli insegnamenti dei ciclisti più esperti, metto un rapporto agile ed inizio a smulinare, si prospettano 3,5 km di sofferenza stile crocetta ma, sarà per la compagnia e per la novità, mi sembra di soffrire un po’ di meno. Il mio socio invece, che ha ingollato da poco una banana, pare non l’abbia digerita a dovere e soffre di brutto. I battiti non salgono e non riesce ad imprimere forza sui pedali. Cerco di rimanere con lui ma evidentemente lo innervosisco ed allora mi spedisce su a Guello dove la salita cede il posto ad un tratto in leggera discesa e falsopiano.

IMG_20160618_101626Raggiungo una bella chiesetta e scatto una foto, poi torno indietro ad affiancarlo. Insieme proseguiamo per la vetta, poi di nuovo mi dice di andare ed aspettarlo un po’ più avanti, io vorrei stargli a fianco ma, memore delle volte in cui ho avuto gente più in forma vicino che mi sembrava di frenare troppo, capisco che per lui è forse meglio che prosegua. Mi concentro allora sulla salita e cerco di tenere un ritmo che non mi stanchi troppo, il dislivello è ancora parecchio da affrontare.

Così mentre sono concentrato sulla cadenza, cuore etc. giungo al Passo dove si trova la Chiesetta della Madonna del Ghisallo ed il relativo Museo (vedi foto cliccando sul link), protettrice dei ciclisti e presso il quale sono presenti sia delle belle statue raffiguranti i grandi del passato, che un bel museo fondato da Fiorenzo Magni contenente molti ricordi e biciclette appartenuti a grandi del passato.

Poco dopo che sono lì arriva in vetta anche Sergio, il quale mi invita a visitare il museo mentre lui recupera un minimo. Il Museo è davvero bello ed intriso di storia, tantissime maglie, biciclette, scarpe e molto altro che ricordano i tempi epici del ciclismo e non solo.

Una volta recuperato ripartiamo in discesa per la discesa verso l’attacco della salita verso la Colma di Sormano che…. manco clamorosamente! Sergio in discesa è andato giù forte ma si è dimenticato di segnalarmi la svolta da prendere, così essendo scomparso alla mia vista proseguo in discesa, ad un certo punto mi viene un dubbio e raggiungo un collega cui chiedo informazioni… eh sì, l’hai mancata devi tornare indietro! Ok, giro su me stesso e prendo la svolta giusta, dove trovo il mio pad che stava cercando di chiamarmi al cellulare, va beh poco male si riparte in salita di buzzo buono.

Siamo di nuovo in salita a soffrire, il copione è lo stesso, tengo il mio ritmo e salgo piano piano leggermente avanti a Sergio il quale oggi poverino ha una giornata davvero buia dal punto di vista fisico. La salita è abbastanza impegnativa e sotto il sole, il paesaggio molto bello, siamo nel verde e nella campagna.

IMG_20160618_115903Quando raggiungo il bivio per il famoso Muro di Sormano mi fermo e scatto una foto ricordo al cartello che lo indica ma penso di proseguire per la strada normale.
Poi giustamente il mio compagno di avventura mi dice “e provaci no? quando ti ricapita!”… ok ha ragione, tanto di qualcosa bisogna pur morire e prendo la svolta in maniera forse un po’ troppo precipitosa ma ormai il dado è tratto. Lui prosegue per la strada più lunga mentre io, di colpo, mi trovo davanti il Mostro.

Decido naturalmente di affrontarlo con il dovuto rispetto ed, oltre a mettere il 34×29, tengo una frequenza di pedalata adeguata al non far salire troppo il cuore. Sull’asfalto sono scritti i metri di dislivello che si stanno affrontando e sono incredibilmente vicini come riferimento! Davanti a me ho un tizio in MTB che, fortuna sua, usa la tripla ed è molto più in agilità. Io invece soffro, soffro, SOFFRO! La velocità è risibile quasi negativa, ma cerco di portare a casa più metri possibile prima di mollare, sono due km e mi domando come farò ad affrontarli. Continuando in questo modo, buttando sudore come un rubinetto raggiungo con sforzo abnorme circa metà percorso dove appunto un signore che mi supera mi comunica di essere. La depressione mi coglie improvvisa, la salita davanti agli occhi non molla un centimetro e alla fine abbandono l’idea di farla in sella. Per fortuna mi ero portato i copritacchette per la visita al museo, che tornano mega utili anche per spingere il mezzo su per questo impervio dirupo, non capisco chi possa averla pensata ma, per terra, vi sono anche i nomi dei grandi campioni del passato con i tempi memorabili che hanno realizzato, pensate che dagli anni ’60 nessuno li ha più battuti.

Comunque come detto affronto un pezzo a piedi, poi verso la fine, rinfrancato dal vedere la cima, risalgo in sella e arrivo in vetta alla Colma di Sormano, dove si trova un osservatorio astronomico ed un ristorante caffè. Vado incontro a Sergio e lo accompagno per il tratto finale del giro largo, poi mentre lui si riprende un attimo prendo una fetta di torta di mele (ottima!) ed un caffè.

Da lì scendiamo in picchiata (è proprio il caso di dirlo visto che scenderemo per 1.000 m. circa) verso il lago. Una volta raggiunto affrontiamo un po’ di mangia e bevi sul lungolago che in una ventina di km, affrontato un ultimo strappo verso Lipomo, ci riportano alla macchina concludendo un bellissimo anello di 100km.

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