S.Stefano-Alpe-Bocco 117km 2.300m D+

Domenica, bel tempo, tutto organizzato con Germano e Daniele. Appuntamento dal Basko di S. Salvatore e si parte per un bel giro. Ho dimenticato il casco ma, per fortuna, Daniele ne ha uno di riserva e ci evita un viaggio a prenderlo.
Carasco, poi saliamo dalla Forcella, vedo che i miei due compagni, bugiardi come al solito, ne hanno di più già da lì, pazienza.

Cerco di non farli aspettare troppo ma la tacchetta sinistra delle scarpe nuove da un po’ fastidio, così siamo costretti a due stop per sistemarla, purtroppo debbo avere quella gamba che lavora male, tende ad allargare, così essendo passato dalle tacchette rosse a quelle grigie (con minor “gioco”) sono costretto a regolarla diversamente. Ma alla fine sembro aver trovato un buon compromesso.

Al passo della Forcella scattiamo due foto di rito, poi si riparte con destinazione Rezzoaglio per la pausa caffè. Arriviamo lì e mentre lo stiamo sorseggiando ci raggiungono Davide e Simone che ce lo offrono pure! Alè Alè, un po’ di teatrino poi loro decidono di tornare verso la Valle dato che avevano già effettuato il giro lungo (esticazzi, scoprirò poi che essendo partiti da Rapallo faranno il mio stesso chilometraggio!)

Daniele inizia a capire di averla presa in quel posto, ma fa buon viso a cattivo gioco 🙂
Si prosegue in direzione Santo Stefano d’Aveto, che raggiungiamo dopo aver percorso la scorciatoia di Allegrezze, non metto piede a terra e questa è già una conquista, è la prima volta. Vado a velocità risibile ma gestisco bene lo sforzo.

Giunti in cima, riempite le borracce a Santo, proseguiamo per il Passo del Tomarlo una salita che non sembra molto impegnativa sulla carta ma, data la lunghezza ed il fatto che siamo già scoppiati a dovere mette a dura prova le ultime risorse.
Ma i nostri eroi raggiungono il bivio per il Passo del Chiodo , scattata qualche altra foto che testimonia l’arrivo sul passo dei miei colleghi (sono arrivato prima solo perché si sono fermati a fare plin plin) e proseguiamo per il Rifugio del Penna, dove arraffiamo tre panini e tre coche ad una cifra che corrisponde, in quotazioni sul mercato dei furti, alla Piazzetta di Portofino. Nel tavolino a fianco “godiamo” anche della presenza di un energumeno parmense dalle caratteristiche troglodite non indifferenti, il mondo è bello perché è vario, ma in certe sue sfumature fa proprio cagare.

Si riparte, per ora è facile, in discesa verso Alpe e poi raggiungiamo la Statale che porta verso S. Maria del Taro e poi al Passo del Bocco. Il falsopiano a salire che porta fino a S. Maria è abbastanza impegnativo se hai le gambe stanche e sopratutto indurite dalla discesa, si mette la locomotiva Germano a tirare per noi e noi dietro come bravi vagoncini (evitiamo battute please). Arriviamo al Bocco e quel bugiardo di Daniele mi massacra nuovamente, continua a mentire dicendo che non ne ha più ma, a parte il sedere sfondato dalla sella, sembra andare davvero bene.
Giù in picchiata verso il fondo valle, l’andatura non è delle più veloci per qualche motivo non ben chiaro, mi fermo un po’ ad aspettarli, ma arriviamo alla macchina senza problemi e da lì rientriamo a casa.

Questa giornata ci voleva proprio, il fatto che abbia avuto tempo per gestire l’uscita è stato davvero rilassante, certo avevo il mio caro amico Ge che sembra avere il peperoncino nel sedere e non ci si può fermare per più di 25-26 sec. in un posto per fare una foto o guardare un panorama, ma d’altronde lui è fatto così, prendere o ammazzare. Chissà che un bel giorno non lo lanci in un dirupo 😀
Ringrazio anche Daniele della bella compagnia e delle risate fatte insieme, visto il periodo anche quelle ci volevano proprio. Confidavo di stargli un po’ più vicino viste le dichiarazioni dei giorni precedenti nelle quali ostentava uno stato di forma angosciante, invece anche lui secondo me, grazie alla nostra compagnia, si è dovuto ricredere ed ora è più confidente nel prossimo futuro. Allego le solite tracce del percorso, alla prossima!

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