118 km, il mio record

Santo Stefano-Tomarlo-Chiodo-S.Maria del Taro-Bocco
Era da tanto che avevo la voglia di fare questo giro, più volte è stato mandato a monte, dal tempo, dagli amici che hanno preferito altri percorsi etc.

Rifugio del Penna
Rifugio del Penna

Questa volta no, me l’ero messo in testa e sarei andato anche da solo, giovedì sera ho purtroppo scoperto che Ge non sarebbe potuto venire, allora ho un po’ sparso la voce e Daniele ha risposto all’appello. Bene si va…
Poi si sono aggiunti anche Germano e Massimiliano per accompagnarci fino a Cabanne partendo da Rapallo, benissimo! Appuntamento al Basko di S. Salvatore alle 6.30 dove sono andato in macchina, tutto organizzato per benino con l’alimentazione e la preparazione famigliare necessaria per un’uscita del genere. Il meteo è dalla ns. parte grazie alla stagione, anche se farà molto caldo più avanti nella giornata.

Si parte puntuali e si punta al Passo della Forcella, come sempre partono troppo forte per me, ho bisogno di scaldarmi e conservare le energie, non lo so, sono sempre un po’ timoroso all’inizio dei giri, altri sembrano fregarsene molto di più.

Comunque si inizia la salita impegnativa dopo Borzonasca e Massi va in “fuga” pur non conoscendo la strada, io come al solito seguo per ultimo con il mio ritmo che mi autoimpongo, mi aspetteranno più avanti se mai. La salita prosegue bene, lungo la strada ci supera il gruppo di Diego e Massimo, con altri due amici, che come al solito si stanno levando la pelle uno con l’altro, ognuno la vive come gli pare una scampagnata.

In cima alla Forcella faccio la bastardata e scatto davanti a Massi, giusto per fare il bullo, e gli rubo il tempo migliore di un secondo su Strava, mi dispiace, dico davvero, non pensavo sarebbe accaduto aveva iniziato prima di me la salita e pensavo ci fosse margine.
Da lì scendiamo a Parazzuolo e poi direzione Rezzoaglio, pausa tecnica a Copa Cabenne dove preparare un caffè all’orzo sembra un’impresa disperata, ma alla fine riesce ed è pure buono. A questo punto ci separiamo, Ge e Massi tornano indietro e rimango da solo con Daniele.
Si prosegue verso Rezzoaglio, a questo punto prendiamo verso la scorciatoia, solo che invece di fare Caselle, proseguiamo ancora a e saliamo da Pievetta, mai fatta in salita in bici, solo in auto per andare alla sagra 🙂
In effetti si rivela meno bastarda dell’altra e ti porta proprio in centro paese, incontriamo nuovamente Diego e Massimo che però rientrano causa paura del caldo, noi invece, incoscienti, proseguiamo verso il Tomarlo, giunti là svoltiamo verso la Foresta del Penna, Passo del Chiodo e siamo davanti ad un bivio importante.

Che buono questo panino al Rifugio del Penna
Che buono questo panino al Rifugio del Penna

La fatica mi dice di voltare per Casoni e tornare da Amborzasco, poi però “gettiamo il cuore oltre l’ostacolo” e scendiamo direzione Alpe. Pausa tecnica al Rifugio del Penna dove ci gustiamo un fantastico panino alla coppa con coca cola.
Via di nuovo, si scende di molto ed arriviamo a Ponte Strambo. Svoltiamo a destra direzione S. Maria del Taro, strade mai percorse per me e quindi da scoprire, un falsopiano a salire ci porta in paese, non si arrivava mai. Pausa dalla Chiesa per bagnarsi la testa e riempire le borracce e si riparte verso il Bocco, in effetti aveva ragione Germano non è così terribile da questa parte, nonostante i chilometri nelle gambe si sale abbastanza agevolmente.
Daniele lungo questa salita mi lascia, mi sono fermato per un gelletto ed è sparito all’orizzonte, mi fa anche piacere, almeno tiene il suo ritmo senza dovermi aspettare. Lo trovo in vetta che fa foto e cazzeggia… al mio arrivo ci organizziamo e scendiamo dal Bocco, una bella discesa lunga che una volta arrivati quasi a Borgonovo, ci sbatte in faccia la calura della quota più bassa. Dani dice, cerchiamo di portare la pelle a casa ed in effetti ha ragione il caldo è mortale alle 13, ora in cui affrontiamo il rientro da Mezzanego.

Il Passo del Bocco
Il Passo del Bocco

Arriviamo di nuovo al parcheggio che sono circa le 13:15, macchina nera parcheggiata sotto il sole, vi lascio immaginare la “goduria” di rimettere la bici in auto e tornare indietro… ma sono felice come un bambino con la ruspa, me ne sbatto. Arrivo a casa, doccia da panico, infilo qualcosa in bocca e raggiungo la famiglia nella piscina comunale, missione compiuta! 😀

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