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Chi era Tashunka Uitko?

immagine ©2006 Uitko.it Tashunka Uitko in lingua Oglala Sioux vuol dire Cavallo Pazzo (Crazy Horse). Questo è il nickname che adottai, quando entrai nel web, a causa della mia passione per la storia degli indiani d'america e da sempre mi ha accompagnato in qualsiasi cosa abbia combinato in internet.

In questo mio piccolo spazio voglio farvi conoscere quelli che sono i miei interessi, magari alcuni di voi non saranno interessati e andranno via subito, altri invece scopriranno cose nuove a cui magari si appassioneranno, ecco che un piccolo risultato sarà stato raggiunto.... buona navigazione!

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Life On Mars PDF Stampa E-mail
Scritto da Uitko   
marted́ 12 maggio 2009

news.jpgSu FoxCrime arriva in prima visione il remake americano di una celebre serie inglese, che nella versione made in Usa vanta la presenza di Harvey Keitel…

Molto spesso i remake americani delle serie inglesi più amate dal pubblico subiscono numerose critiche. Gli Stati Uniti vengono accusati soprattutto di limitarsi a fare un “copia e incolla” dei prodotti originali, cambiando semplicemente il cast e la città in cui è ambientata la storia. A volte, in effetti, succede proprio questo: i remake made in Usa sembrano puri “esercizi di stile”. Altre volte, però, le cose cambiano. E parecchio.

È il caso di Life on Mars, remake americano dell’omonima ed apprezzata serie inglese interpretata da John Simm (State of Play) e trasmessa, per le sue due stagioni, da BBC One. La storia è sempre quella: il detective Sam Tyler (Jason O’Mara) rimane vittima di un incidente mentre svolge le indagini su un caso che gli sta particolarmente a cuore. E si risveglia, incredulo, nel 1973. La sua auto ed il suo cellulare non ci sono più. Tutto è cambiato. Unico elemento di continuità fra presente e passato: Life on Mars, la canzone di David Bowie che tutti, almeno una volta, abbiamo avuto occasione di ascoltare.

Nella versione originale Sam capiva di essere stato sbalzato indietro nel tempo, agli anni ’70, grazie ai primi contatti con le... 

persone che incontrava. E che, stranamente, si aspettavano che lui fosse lì. Uno degli indizi più importanti rispetto alle ragioni del “viaggio nel tempo” di Sam – sia nella serie inglese che nel remake americano – è proprio questo: il lavoro in polizia, per Sam, è in ogni caso assicurato. E lui riesce ad integrarsi benissimo in una società che sotto ogni altro punto di vista gli è estranea.
Al di là delle ragioni che danno il via a questa incredibile avventura, e sulle quali avrete modo di riflettere nel corso dei vari episodi (in prima italiana su FoxCrime dal 23 aprile), però, sono altri gli elementi su cui vale la pena di soffermarsi.

Vi basterà guardare l’anteprima video dell’episodio pilota per capire che non vi trovate di fronte al “solito” remake made in Usa. Vi basterà arrivare alla fine di quei due minuti e mezzo che FoxCrime ha selezionato per voi, per rimanere profondamente colpiti dall’immagine delle Torri Gemelle che troneggiano di fronte ad uno sbalordito Sam. Poi, vi basterà dare un’occhiata al cast di Life on Mars per trovare un altro motivo valido per seguire le avventure di Sam Tyler in tv.

Oltre a quella di Jason O’Mara (Men in Trees, In Justice, Berkeley Square), la serie vanta infatti la presenza di Michael Imperioli (I Soprano), Gretchen Mol (Il tredicesimo piano, Donnie Brasco), Lisa Bonet (I Robinson, Angel Heart) e soprattutto del grande Harvey Keitel (Pulp Fiction, Il cattivo tenente, Lezioni di piano), che torna al piccolo schermo dei primissimi ruoli, come comparsa, in serie come Gli eroi di Hogan e Dark Shadows. Keitel, eccezion fatta per qualche altra brevissima apparizione televisiva, si è dedicato soprattutto al cinema. Quindi ci sarà pure un buon motivo se, per accettare il suo primo ruolo fisso in tv, ha scelto proprio Life on Mars!

In realtà, di motivi ce ne sono diversi. Innanzitutto la già citata – e vincente – decisione di adattare la storia originale al contesto newyorkese. Poi, la grandissima cura riservata a tutti gli aspetti tecnici (regia, fotografia, montaggio, colonna sonora, effetti speciali…). E del cast abbiamo già parlato.
Il resto lo fa la storia: intrigante, ricca di sorprese e infarcita di trovate interessanti. Unica pecca: purtroppo, Life on Mars è stata prodotta per una sola stagione. Ma la cosa importante, come accade spesso, è la qualità, non la quantità. Perché quest’unica stagione di Life on Mars ha dimostrato ancora una volta come le serie tv possano conquistare lo spettatore grazie a scelte “coraggiose”, inusuali e al tempo stesso perfettamente compatibili con lo stile televisivo più “classico”. Lo stesso che, da tanti anni, appassiona noi telespettatori.

 
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